Il Metodo Lovaas è uno dei primi tipi di terapia ABA. Come gli altri tipi di terapia ABA, questo metodo supporta le persone con disturbo dello spettro autistico nella socializzazione, acquisizione del linguaggio e sviluppo di altre importanti abilità per muoversi nel mondo.
Il Metodo Lovaas fu sviluppato dal dipartimento di psicologia dell’Università della California di Los Angeles (UCLA) nell’ambito del Progetto UCLA Young Autism. Formulato dal Dr. O. Ivar Lovaas e dal suo team nel 1987, fu uno dei primi approcci alla terapia del comportamento, strutturato e misurabile, specificamente progettato per bambini/e con disturbo dello spettro autistico.
Sebbene l’originale Metodo Lovaas ricevette delle giuste critiche a causa dell’utilizzo delle punizioni come tecnica di rinforzo, molti degli approcci moderni adottati dai terapisti Lovaas sono in linea con gli attuali standard e principi etici ABA.
Nel campo della terapia ABA si sono sviluppati diversi approcci per supportare persone di diverse fasce d’età e con diverse esigenze. Il Metodo Lovaas fu appositamente ideato come strumento da utilizzare in giovane età.
Poiché oggi molti/e bambini/e ricevono la propria diagnosi attorno ai 2-3 anni, la terapia ABA può iniziare dai 3-4 anni, con i genitori che supervisionano ogni sessione. Il Metodo Lovaas è a lungo termine: inizia di solito attorno ai 4 anni (o anche prima) e dura dai due ai tre anni. I/Le bambini/e ricevono il trattamento per 40 ore settimanali a casa propria.
In generale, la struttura di ogni anno di terapia del Metodo Lovaas è più o meno la seguente:
- Primo Anno: La formazione individuale per prove discrete avviene a casa del/la bambino/a, con la partecipazione dei genitori.
- Secondo Anno: I/Le bambini/e con disturbo dello spettro autistico inizieranno a sviluppare competenze sociali con pari neurotipici/che appartenenti alla stessa fascia d’età. Questi appuntamenti di gioco saranno supervisionati dal/la terapista. A questo punto, il/la bambino/a può anche accedere ad un corso prescolare, aumentando le possibilità di apprendere i comportamenti sociali, le abilità linguistiche e le abilità quotidiane, come il sapersi vestire.
- Terzo Anno: Man mano che il/la bambino/a passa più tempo a scuola tra i/le propri/e pari neurotipici/che, la terapia individuale inizierà ad essere eliminata o quantomeno ridotta, a seconda delle esigenze del/la bambino/a. Se ha ancora bisogno della terapia ABA, si dovrà passare ad un’altra tipologia.
Il Metodo Lovaas ha aperto la strada ad un approccio comune nel campo della terapia ABA: la suddivisione dei compiti in piccole fasi, in modo da acquisire le abilità necessarie. Quando un/a bambino/a impara una nuova fase di un’abilità o compito, viene elogiato/a e ricompensato/a, ad es. con un giocattolo o un ‘attività che gli/le piace.
Il Metodo Lovaas ha altresì aperto la strada al concetto di ABC (antecedente – comportamento – conseguenza) come modo per aiutare i/le bambini/e a imparare nuovi comportamenti. Ad esempio, se il/la bambino/a riesce a prendere una merendina senza chiederla, il/la terapista potrebbe togliergliela senza riconoscere il comportamento. Essendo questa una conseguenza, il/la bambino/a potrebbe essere stimolato a chiedere la merendina, nel cui caso il/la terapista lo/la ricompenserà con la merendina o troverà altri modi per ricompensare adeguatamente questo comportamento.
Il programma ha l’obiettivo di:
- Migliorare l’acquisizione e l’uso del linguaggio
- Aumentare l’attaccamento emotivo agli altri.
- Aumentare il QI.
- Ridurre la necessità di sostegno in classe.
- Migliorare le capacità di socializzazione con i/le pari neurotipici/che.
- Ridurre i comportamenti auto-stimolanti (“stimming”), in particolare quelli che possono provocare dolore.
Il programma viene condotto e adoperato di solito da terapisti/e formati/e sul Metodo Lovaas, ma può anche coinvolgere genitori, insegnanti, altro personale di assistenza e persino volontari/e a supporto dei progressi del/la bambino/a.
